Il ciambellone della nonna è uno di quei dolci che ti conquista al primo morso, ma che contiene non poco zucchero: circa 300 grammi per una ricetta con 400 grammi di farina. Nella versione “per diabetici”, però, possiamo usare anche miele, stevia, eritritolo e non solo.
Convivere con il diabete cambia completamente la prospettiva: lo zucchero diventa un nemico e la glicemia è da tenere sotto controllo quotidianamente. Attenzione però, perché lo zucchero, inteso come quello semolato o di canna, non è un nemico mortale, ma va evitato nel quotidiano.

Per intenderci meglio, nel caso in cui fossimo ospiti di un’amica e lei abbia preparato un dolce con la ricetta tradizionale che prevede lo zucchero, sappi che possiamo gustarlo, in piccole quantità, purché rimanga nell’ambito dell’eccezionalità.
A ogni modo, però, ci sono dei parametri ben precisi per quanto riguarda la sostituzione dello zucchero. Basti pensare che, ad esempio, 80 g di miele sono adatti a sostituire 100 g di zucchero; lo stesso vale per 100 grammi di purea di mela, 120 grammi di eritritolo e non solo. Il quantitativo più basso di dolcificante che possiamo utilizzare al posto dello zucchero è rappresentato dalla stevia: ne bastano solo 30 g per coprire un quantitativo di 100 g di zucchero.
Ovviamente, però, ogni dolcificante deve essere utilizzato per una ricetta ben specifica. Lo stesso vale per il ciambellone della nonna: ne esiste una variante adatta ai diabetici che ti permetterà di ottimizzare la ricetta scegliendo con molta cura il sostituto dello zucchero.
Ciambellone della nonna per diabetici: la ricetta senza zucchero
Come indicato precedentemente, dunque, ogni ricetta prevede l’impiego specifico di un dolcificante. In questo caso, trattandosi di una ciambella per diabetici, non andremo a eliminare solo lo zucchero, ma faremo in modo che la nostra ricetta non abbia neanche il burro, in quanto anche questo ingrediente può agire negativamente se usato in eccesso nei confronti di una persona diabetica.
La ricetta, dunque, prevede l’eritritolo per un semplice motivo: non si tratta di una sostituzione che va quasi a pari con il peso indicato dalla ricetta originale, ma, come indicato precedentemente, è tra i dolcificanti che preferisco usare perché più simile allo zucchero e, differente dalla stevia, ad esempio, mantiene una nota dolce nel sapore. Questo mi ha permesso di non sentire la mancanza dell’ingrediente che ho deciso di sostituire. Infatti, la composizione di questo dolcificante è granulosa e solubile.
Gli ingredienti per uno stampo da circa 24 cm di diametro sono i seguenti:
- 250 grammi di farina,
- 250 grammi di yogurt bianco intero,
- 120 ml di latte (va bene anche l’alternativa vegetale),
- 140 grammi di eritritolo,
- tre uova,
- 80 grammi di olio di semi di girasole,
- una bustina di lievito per dolci,
- un cucchiaino di estratto di vaniglia.
Ecco come preparare il ciambellone passo dopo passo
La preparazione comincia dall’unione delle uova con il dolcificante: mettiamoli all’interno di una ciotola abbastanza capiente e montiamo con l’aiuto di una frusta manuale per circa tre minuti, fin quando non cominceranno a schiarire e ad aumentare di volume. A questo punto aggiungi lo yogurt e l’estratto di vaniglia e continua a mescolare, aggiungendo l’olio a filo previsto dalla ricetta.
Adesso passiamo alle polveri, ovvero aggiungiamo nello stesso momento sia la farina che il lievito, purché vengano ben setacciati. Potete aiutarvi con un setaccio oppure con un colino a maglia stretta. Aggiungete anche in questa fase il latte, perché l’obiettivo sarà quello di ottenere un impasto molto cremoso, né troppo denso ma nemmeno eccessivamente liquido.
Accendiamo il forno e impostiamolo alla temperatura di 170 gradi, facciamo riscaldare per circa 10 minuti mentre l’impasto riposa e, nel frattempo, ungiamo la teglia con olio e infariniamo. Si tratta di uno step necessario per fare in modo che il dolce, durante la cottura, non si attacchi.
Versa l’impasto all’interno dello stampo e trasferisci in forno: dovrà cuocere alla temperatura indicata per un massimo di 35–45 minuti. Controllate lo stato di cottura solo dopo 25 minuti, ma preferibilmente senza aprire lo sportello del forno, perché l’azione del lievito potrebbe essere interrotta. Se ne avete la possibilità, osservate dal vetro del forno; in caso contrario, se è proprio necessario aprire, trascorso il tempo indicato effettuate un controllo con uno stecchino per verificare che anche l’interno sia ben cotto.
Lasciate intiepidire per 15 minuti all’interno della teglia, con lo sportello del forno aperto, e poi tagliate a fette da servire in tavola.
Non dimenticare che questa ciambella può essere conservata per un massimo di quattro giorni sotto una campana con chiusura ermetica e consumata entro il tempo indicato.





